Chiara Navarra
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GENITORI E FIGLI: INTERNET E TOUCH-GENERATION

Genitori ALLE PRESE CON FIGLI IPER-CONNESSI: PER COMINCIARE…

Genitori ALLE PRESE CON FIGLI IPER-CONNESSI: PER COMINCIARE…

Genitori ALLE PRESE CON FIGLI IPER-CONNESSI: PER COMINCIARE…

  • Non fatevi troppo influenzare dagli stereotipi proposti da televisione e testate giornalistiche.
  • E’ bene promuovere una propria visione sul tema, che integri il “buono”e il “cattivo”della rete;
  • Istituire troppi “divieti” sul tema non aiuta i ragazzi sviluppare il senso critico ed utilizzare la rete in modo consapevole;
  • E’ utile che i genitori affianchino i giovani a sviluppare una visione complessa del mondo in rete;
  • Non banalizzare con i figli i rischi della rete, soprattutto in una fase delicata come quella dell’adolescenza;
  • Istaurare un dialogo che possa introdurre nuove prospettive, rispetto a quello che accade in rete;
  • L’obiettivo è quello che i ragazzi sviluppino la capacità di autoregolarsi, senza bisogno di imposizioni esterne;
  • Cercate di considerare le situazioni caso per caso, senza generalizzare teorie rigide sui giovani e le nuove tecnologie.
  • Qualche regola comunque può è utile: quando, quanto tempo (ad es. a tavola mentre si mangia? la notte?) E’ importante che non diventi un’attività esclusiva, che prenda il sopravvento su tutto il resto (ad es. vita sociale, amicale, familiare)
  • Nel dare questi limiti, tuttavia, è necessario considerare che per i ragazzi è un modo di comunicare indispensabile. Toglierlo potrebbe effettivamente isolarli. Perché è vero che una parte delle interazioni sociali si svolge nella chat.
  • Preservare le esperienze di vita, al di là di quelle in rete. Sperimentare l’attesa, non funziona sempre il “tutto e subito” e qualche frustrazione nella vita è buona e utile.

LA RETE FA BENE O FA MALE?

LA RETE FA BENE O FA MALE?

LA RETE FA BENE O FA MALE?

1. CHATTARE NELLE COMMUNITY:

  • Fa bene: quando i ragazzi sperimentano la relazione con gli altri  e sperimentano la socializzazione nella comunità virtuale.
  • Fa male: si possono sentire soli, perché pur essendo pluri-connessi, magari non c’è nessuno che li ascolta veramente

2. CHATTARE CON GLI AMICI

  • Fa bene: chattare, sentirsi pensati, voluti dai propri amici. Questo è importante per la costituzione della propria identità. Gli altri mi vedono, mi considerano. Io esisto, ho un valore per qualcuno.
  • Fa male: il contatto costante disabitua i ragazzi alla solitudine. Si perde la capacità di attendere, e si entra nella logica del tutto subito. La loro vita è vissuta molto, forse troppo, nel presente.

3. SPERIMENTARE “PARTI DI Sé”

  • Fa bene: in rete è più facile presentarsi agli altri, soprattutto se sono le prime volte e ancora ci si sente insicuri ed un po’ goffi. E’ possibile fare varie prove e capire quale funziona meglio. Pensate alla frase di presentazione nei social, alla foto del profilo, o il nick-name.
  • Fa male: le continue prove identitarie (oggi mi presento così, ma domani posso cambiare) possono confondere. 

PARLIAMO AL TELEFONO. SIAMO DISTANTI. LA DISTANZA SERVE?

PARLIAMO AL TELEFONO. SIAMO DISTANTI. LA DISTANZA SERVE?

PARLIAMO AL TELEFONO. SIAMO DISTANTI. LA DISTANZA SERVE?

Il telefono mette una distanza tra me e l’altra persona. Questa distanza è positiva o negativa? Dipende. Vediamo assieme le varie possibilità.

DISTANZA POSITIVA:

  1. Usando il telefono non mostri subito le tue emozioni, pensi a quello che scrivi nel messaggio. Non mostri immediatamente ciò che provi; Ad esempio quando ci si arrabbia e quando si è in imbarazzo;
  2. si può conoscere gradualmente l’altra persona, senza essere esposti subito all’incontro diretto. Un tempo succedeva agli amici di penna;
  3. da’ la possibilità di esprimersi in modo anonimo, e questo facilita chi di solito non osa dire la propria opinione.;
  4. E’ utile se si devono comunicare contenuti difficili o imbarazzanti. Ad esempio: chiedere scusa, comunicare un brutto voto, fare una dichiarazione d’amore;

DISTANZA NEGATIVA:

  1. l’uso del telefono può abituare ad avere la protezione della distanza, e quindi disabitua ad affrontare possibili momenti “di pericolo” relazionale negli incontri a tu per tu.
  2. Può isolare, allontanare dalle relazioni reali.
  3. può incentivare atteggiamenti maltrattanti o eccessivamente disinibiti, perché i ragazzi possono nascondersi dietro un anonimato che li deresponsabilizza dalle loro azioni.
  4. Può aumentare aspetti di invincibilità e spettacolarizzazione della propria vita, ad esempio quando i ragazzi sono alla ricerca di ammirazione e riconoscimento.

TELEFONINO: MODERATORE DELLE DISTANZE FAMILIARI

TELEFONINO: MODERATORE DELLE DISTANZE FAMILIARI

TELEFONINO: MODERATORE DELLE DISTANZE FAMILIARI

Ti fa essere sempre rintracciabile, mantiene una comunicazione permanente, aiuta in caso di bisogno:

  • fa stare i genitori più tranquilli,e permette ai ragazzi maggiore libertà. Per questo la punizione da una certa età in poi non è più togliere il cellulare, che svolge la fondamentale funzione di controllo.
  • Fa stare i figli più tranquilli, cioè poter sapere in tempo reale cosa accade ai genitori. Aiuta a difendersi dalle paure legate alle separazioni adolescenziali, aiuta nella gestione delle nuove autonomie.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

LA SITUAZIONE IN ITALIA

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Dai dati Istat risulta che il cellulare viene di solito regalato dai genitori ai figli verso gli 8 – 10 anni di età.

Molte famiglie fanno contratti “tutto senza limiti”: chiamate, sms, internet. Questo fa pensare che le nuove tecnologie siano di uso comune alle famiglie. Utili ai genitori che hanno la necessità di tenersi in contatto con i figli all’uscita da scuola, nel corso del pomeriggio, mentre sono al lavoro.

Le famiglie spesso vivono lontane dai parenti, non hanno a disposizioni aiuti supplementari, entrambi i genitori lavorano tutto il giorno e passano fuori casa la maggior parte del tempo.

Internet è utile a tenersi in contatto e condividere la quotidianità nonostante la distanza fisica. Si è vicini virtualmente con un messaggio, una foto, uno squillo.

Forse è anche rassicurante pensare il figlio tranquillo a casa piuttosto che in giro per il mondo con gli amici. Ci si tuffa nel mondo virtuale, mentre il corpo rimane in sicurezza a casa. Sulla rete si socializza, si fanno amicizie, si viaggia fino ad arrivare anche molto lontano.

DIFFERENTI ETA’

DIFFERENTI ETA’

DIFFERENTI ETA’

Qui occorre fare una distinzione in base alle età dei vostri figli.

Fino a quando i figli sono piccini il problema di solito non si pone, perché vivono i contatti giornalieri con i genitori con un senso di piacere e di rassicurazione.

Ma ad una certa età le cose cambiano. Si inizia con i telefoni spenti e le chiamate perse. Il telefono è appannaggio delle amicizie.

Sopraggiunge la preoccupazione, il non sapere cosa succede. Compare il timore della dipendenzadal cellulare e dai social media. E si comincia a pensare ai pericoli in rete.

DIPENDENZA TECNOLOGICA

DIPENDENZA TECNOLOGICA

DIPENDENZA TECNOLOGICA

Si tratta dell’uso incontrollato della connessione al mondo virtuale. Tale dipendenza affligge gli adolescenti, ma anche gli adulti.

Di solito i ragazzi si spostano nella rete, quando le relazioni reali non sono soddisfacenti.

Di solito è uno spostamento graduale, ed è il risultato di prolungate situazioni reali di isolamento, di difficoltà relazionale, di tristezza, di insoddisfazione della loro vita. Da cui non riescono ad uscire.

L’estrema dipendenza dalla “connessione in rete” non credo sia la causa principale dell’isolamento, ma piuttosto una conseguenza di una situazione di malessere.

Certe volte, la vita in rete, diventa l’unico modo per uscire dall’isolamento.

In queste situazione è necessario che i ragazzi ricevano aiuto.

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Chiara Navarra

Psicologa Psicoterapeuta
Adolescente e Adulto

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