Chiara Navarra
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IN AMORE VINCE CHI FUGGE?

FUGGIRE PER ESSERE CERCATI

FUGGIRE PER ESSERE CERCATI

È piuttosto diffusa la concezione che “fuggire”, non essere disponibili, negarsi, mostrare distacco possano essere le giuste strategie per attivare l’attenzione dell’altro ed essere cercati, voluti e “avere successo in amore”.
In effetti, ci sono persone che di fronte ai rifiuti si attivano e cercano intensamente l’altro, che si nega, che fugge. Ma, a mio avviso, spesso sono dinamiche che hanno poco a che fare con l’amore. Vediamo perché.

DINAMICA PREDA-PREDATORE

DINAMICA PREDA-PREDATORE

Si innesca facilmente la dinamica “preda-predatore”: un circolo vizioso di fuga e ricerca, di rifiuto e bisogno, che non consente di esplorare giocosamente e fiduciosamente il terreno dell’incontro amoroso. Al contrario, questo meccanismo genera fin da subito paura e senso di perdita, componenti non facili da integrare in un amore che sta nascendo. Infatti, la dinamica preda-predatore spesso scatena aggressioni e libera quote di distruttività, che precocemente attaccano il legame nascente. Ad esempio, si possono sviluppare dinamiche ricattatorie tra i partner, che portano a rivendicazione, ostilità e vendette.
Spesso, si finisce per perdere di vista chi è la preda e chi il predatore, sprofondando in una lotta fatta di mosse e contromosse, in cui si perde di vista l’interesse e l’attrazione provati inizialmente.

LAMORE È SOFFERENZA?

LAMORE È SOFFERENZA?

I meccanismi appena descritti si appoggiano fortemente su una quota dolorosa, fatta da mancanza, dal timore di perdere l’altro, dalla concezione, a mio avviso fuorviante, che la sofferenza sia una componente obbligatoria dell’amore: “Se ci soffri così tanto, vuol dire che sei innamorata”. In realtà, il dolore e la paura, se prolungate, se eccessivamente intense e se presenti massicciamente in una relazione, diventano componenti estremamente distruttive e perfino traumatizzanti in qualsiasi dinamica relazionale, compresa quella amorosa. Il “dolore” è una componente della vita e dell’amore non più di molti altri aspetti.

“INSEGUIRE” E SUE CONSEGUENZE

“INSEGUIRE” E SUE CONSEGUENZE

“Inseguire” costantemente un partner che fugge provoca un senso di disvalore di sé, di insicurezza, frustrazione, mortificazione, talvolta vergogna e rabbia, che intrappolano inesorabilmente in una ricerca spasmodica dell’altro che non appoggia sull’amore, ma sul bisogno di uscire dal dolore, dalla disperazione e salvarsi. Talvolta si scivola nella depressione, oppure nell’ossessione per l’altro che non può essere conquistato, ma soltanto inseguito. Talvolta si attivano dinamiche competitive tra i partner, che si impegnano a sferrare l’un l’altro il “colpo migliore”, il colpo “che fa soffrire di più”, come se la sofferenza fosse il termometro dell’amore: se lui/lei soffrirà per me, sarà la prova che mi ama. Questo pensiero è estremamente distruttivo per sé e per l’altro; depreda l’amore di tutte quelle importanti componenti di cura e di accudimento, senza le quali l’amore non può esistere.

PERCHÈ NON RIESCI A MOLLARE?

PERCHÈ NON RIESCI A MOLLARE?

Dunque, perché pur soffrendo e stando male si continua ad inseguire il partner? Ci sono persone che sono afflitte da una specifica fragilità, determinata da un forte senso di mancanza, profondamente interiorizzato. Cosa vuol dire? Succede, ad esempio, quando nella vita hai vissuto situazioni familiari e/o sociali carenti dal punto di vista dell’affettività, del riconoscimento, della vicinanza, dell’amore ed essendo da sempre abituato alla mancanza, la vivi come una condizione accettabile, pressoché inevitabile, come unica opzione possibile, non conoscendo alcuna alternativa possibile. Potresti mostrare una grande “resistenza al maltrattamento”, probabilmente perché ci sei abituato da sempre ed è molto difficile proteggerti e porre dei limiti, anche quando ti senti usato e soffri per questo. Potresti vivere con timore la solitudine, che è per te la conseguenza dell’abbandono e del poco amore. Dunque, tendi ad accontentarti di quello che hai, anche se maltrattante. Di solito, abituato alla svalutazione o alla mancanza di interesse nei tuoi confronti, sviluppi poca considerazione nei confronti di te stesso e non dandoti valore, con difficoltà troverai il tuo posto nel mondo e tenderai ad appoggiarti molto al riconoscimento esterno. Per questo rincorrerai le persone che ti daranno qualche speranza d’amore.

 

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Chiara Navarra

Psicologa Psicoterapeuta
Adolescente e Adulto

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